Nuove tecniche per migliorare la qualità della pelle

30 Nov 2023

qualità della pelle

Filler a base di idrossiapatite di calcio e autotrapianto di cellule di grasso sottocutaneo: in medicina estetica l’associazione di più tecniche permette di ottenere risultati più soddisfacenti. Ne parliamo con il Dott. Fabrizio Melfa, medico estetico.

Con il passare del tempo la qualità della pelle cambia, con evidenti ricadute sull’aspetto del viso. Ecco comparire i primi cedimenti cutanei e i segni del photoaging, cioè linee, rugosità e irregolarità del colorito. Inoltre, il volto può sembrare “svuotato” con contorni meno definiti. Tale fenomeno di solito si manifesta prevalentemente a livello delle guance e della linea mandibolare. 

Quanto alla grana della pelle, invece, con l’età può apparire irregolare, perdendo quella levigatezza tipica della giovinezza: immaginate un tessuto che, da morbido come il velluto, diventa ruvido come il lino grezzo. Tutti questi elementi indicano che la pelle ha subito un’alterazione a livello dei suoi piani profondi, che poi si manifesta appunto in superficie. 

Cosa accade di preciso alla pelle con l’invecchiamento? Il derma, lo strato più profondo, si assottiglia e perde di consistenza. Inoltre, diminuisce la produzione delle fibre di collagene (la sostanza responsabile della compattezza) e di elastina (responsabile dell’elasticità). Le restanti fibre risultano degradate e disorganizzate. Da ciò si comprende come un’efficace lotta ai segni del tempo percorra la strada della ristrutturazione del derma. Per capire di cosa si tratta, prendiamo in prestito nuovamente e con le dovute cautele la metafora dei tessuti: ristrutturare il derma è un po’ come far tornare morbido un tessuto infeltrito, sottoponendolo a un processo particolare che si prenda cura delle fibre. In un modo analogo, in medicina estetica esistono trattamenti che curano la pelle a partire dal suo stato profondo, quello dove risiedono le fibre di collagene ed elastina, ovvero il derma. Più che una cura è una ristrutturazione, una sorta di “messa a nuovo” che restituisce una superficie cutanea più bella, compatta e liscia.

Una metodica ristrutturante innovativa riguarda l’autotrapianto delle proprie cellule di grasso per rigenerare il derma, allo scopo ultimo di migliorare la qualità della pelle. In cosa consiste? È un trattamento mininvasivo che si svolge in anestesia locale e negli ambulatori di medicina estetica. Attraverso un kit pronto all’uso, il medico preleva una piccola quantità di cellule staminali del tessuto adiposo da specifiche zone del corpo (per esempio, l’addome o il retro del ginocchio o i fianchi). Ottenuto il prelievo, lo inietta nelle zone del viso che necessitano di miglioramento, come ad esempio la zona delle guance, degli zigomi, sotto gli occhi e lungo la linea mandibolare.

Poiché si tratta di cellule proprie del paziente, l’autotrapianto o trapianto autologo di grasso sottocutaneo è una metodica sicura che non espone al rischio di rigetto né di infiammazione. A cosa serve? In primis a migliorare la qualità dei tessuti cutanei, poiché le cellule di grasso forniscono un forte impulso rigenerativo ad ampio spettro. A livello estetico, il trattamento determina una pelle più luminosa e compatta con risultati molto naturali. Inoltre, ripristina nelle posizioni originarie del viso quei volumi che risultano ceduti o svuotati. 

Un recente studio ha dimostrato che, se associato ai filler a base di idrossiapatite di calcio, il trapianto autologo di grasso aumenta i risultati in termini di durata ed efficacia. I due trattamenti possono essere effettuati nella stessa seduta o a distanza di uno o più mesi dall’altro: è il medico a decidere le tempistiche di intervento. L’idrossiapatite di calcio è una sostanza naturale che, una volta iniettata nel derma, fornisce ai fibroblasti un importante input alla produzione di collagene, ristrutturando in profondità il derma. Serve a restituire tono ai tessuti che stanno per cedere e che appaiono svuotati: tuttavia, pur riempiendoli, non li volumizza ma li riposiziona al loro posto originario. 

Ebbene, l’associazione di più tecniche (autotrapianto di cellule di grasso, filler di idrossiapatite di calcio e acido ialuronico) consente una rigenerazione dei tessuti, e permette alla pelle di riacquistare giovinezza (anche se è bene ricordare che la medicina estetica non fa miracoli). Ecco che un volto scavato e cascante ha una possibilità in più di tornare turgido, quasi come una volta.

 

 

A cura di Alessandra Montelli.

 

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