Lavorare su sé stessi

15 Set 2021

lavorare su se stessi

Scopri l'importanza di lavorare su te stesso, raggiungi obiettivi realistici e abbraccia la bellezza autentica.

È difficile trovare una persona completamente soddisfatta di sé e della propria vita. Se ci pensiamo bene però, è così che dovrebbe essere. Altrimenti non avremo mai la giusta spinta per migliorarci. Avere consapevolezza di noi stessi, dei nostri punti di forza e delle nostre passioni, ma anche delle nostre paure e debolezze, ci aiuta nella vita ad evolvere e migliorare. Questo vale in tutti i campi: bellezza, lavoro, personalità, ecc. Ma attenzione! A volte la ricerca del miglioramento può diventare una vera e propria ossessione. Di sicuro lo sanno bene le persone che lavorano sui social. Quanti scatti scartati ci sono dietro a un singolo post? Alla fine si sceglie quello migliore, ma la maggior parte delle volte non si è mai completamente soddisfatti. E questo vale anche per chi non ci lavora sui social, ma che magari li utilizza spesso nella propria quotidianità. L’ossessione per il miglioramento. Catherine Poulain, modella e influencer e quindi persona attiva anche professionalmente sui social, si pone proprio questa domanda e la gira alla Dr.ssa Fiorella Donati, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva, e quindi professionista alla quale le persone si rivolgono per migliorare il proprio aspetto e la propria bellezza. “Ti volevo chiedere proprio questo. Cosa ne pensi dell’ossessione, del miglioramento? Perché uno tende a migliorarsi, in tutti i campi intendo, ma poi arriva al punto in cui è migliorato, non se ne rende conto, e continua”. La Dr.ssa Donati risponde spiegando quella che è la differenza tra un’ossessione – della quale spesso una persona è consapevole, anche quando capisce benissimo che si tratta più di un proprio cruccio, a volte senza un senso logico – e il volersi migliorare nell’aspetto fisico perché quel difetto porta con sé delle insicurezze ed a volte anche dei piccoli “drammi”.

“Ti parlo della mia ossessione cara. Io ho una bella clinica a Milano, ed ho la passione per le orchidee. Ho dei collaboratori eccellenti, ma se quando entro vedo un’orchidea un po’ appassita urlo - Ma siete tutti anestetizzati? Non vedete che c’è una foglia secca? - Ecco, questa è un’ossessione”.

Ovviamente la Dr.ssa Donati sa benissimo e ammette tranquillamente che è un’ossessione consapevole, ma della quale comunque non riesce a fare a meno. Rivolta a Catherine Poulain ed a Valentina Vignali, sportiva e modella (altra ospite del suo salotto milanese oggi), continua: “E più invecchi e più peggiora. Ma a me piace vedere le cose belle”. Risponde poi più precisamente alla domanda iniziale di Catherine, ossia sul perché a volte si ricerca di continuo il miglioramento.

“Quell’ossessione di cui tu parli porta dietro un’insicurezza irrisolta, per cui è diverso. Tu stai parlando di una sindrome perché chi vuole migliorarsi ha come obiettivo la bellezza, ma in realtà in quei casi il migliorarsi non è soltanto nell’aspetto, ma anche il lavorare su sé stessi. Analizzare i propri limiti: badate, li abbiamo tutti. Questa disperazione per l’ingrassare, l’invecchiare, è una cosa trasversale, è di tutti! Poi c’è chi ne parla e chi lo tiene dentro, ma bisogna lavorare su sé stessi, capire i propri difetti e migliorarli”.

Il medico che lavora nell’ambito della chirurgia estetica e ricostruttiva deve essere a volte anche un po’ “psicologo” e capire che quando una persona vuole correggere un difetto estetico spesso porta con sé un’insicurezza che si riflette anche sulla personalità. “Capite, io ho pazienti di tutte le età, a volte anche bambini quando si parla di ricostruttive, perché la medicina e la chirurgia estetica non è soltanto il rifarsi il senone o il naso all’insù. Quelle sono sì ossessioni per la bellezza. Ho pazienti dai 18 anni in su, che si rivolgono a me per diversi motivi, ma bisogna rispettare chi a causa di un difetto estetico vive un piccolo dramma, perché non è il dramma di per sé soltanto, ma è soprattutto quello che c’è dietro. Non parliamo di bellezza fine a sé stessa, ma c’è dell’altro”. Per questo è importante innanzitutto lavorare su sé stessi, e stabilire degli obiettivi che siano ragionevolmente raggiungibili. Parliamo della bellezza: con il passare del tempo la pelle invecchia. È la biologia, e non possiamo cambiarla o fermarla. Quello che possiamo fare però è agire sulla prevenzione, attraverso una corretta alimentazione, sport e stile di vita sano. Senza dimenticare di dedicarci sempre più spesso alle cose che ci rendono felici, e che ci aiutano a staccare dallo stress che sempre più caratterizza la vita quotidiana. 

 

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