Il rinascimento della bellezza

29 Mag 2024

Il rinascimento della bellezza

Come i medici estetici combinano competenze e sensibilità artistica per valorizzare la bellezza autentica?

Il Rinascimento, un'epoca che ha fiorito in Italia dal XIV al XVII secolo, è noto come un periodo di straordinaria rinascita culturale e artistica. Questo movimento ha segnato una svolta nella storia dell'arte, della letteratura e della filosofia, con una rinnovata enfasi sulla bellezza e l'umanità. La riscoperta dei classici greci e romani, combinata con l'innovazione artistica e intellettuale, ha dato vita a un'era in cui la bellezza è stata elevata a nuovi livelli di espressione e significato.

La stessa bellezza che al tempo si cercava nell’arte, oggi la si ricerca in un volto, nella sua imperfezione. La medicina estetica ha il compito di mostrare la bellezza nella sua massima espressione, di andare a rivedere i canoni, senza stravolgere l’aspetto. 

In tale prospettiva la pratica medica si intreccia sempre più con l'arte, portando molti professionisti a considerarsi veri e propri artisti. I medici estetici non si limitano a trattare il corpo come un oggetto di intervento medico, ma lo vedono come una tela su cui esprimere creatività e abilità tecnica.

Competenze artistiche e la percezione della bellezza

La formazione di un medico estetico è complessa e rigorosa, richiedendo anni di studio e pratica. Tuttavia, oltre alla solida base scientifica, molti medici estetici sviluppano una sensibilità artistica attraverso corsi di arte, scultura, e altre discipline che richiedono un occhio attento ai dettagli e una mano ferma. Questa combinazione di scienza e arte è fondamentale per creare risultati naturali e armoniosi.

Le tecniche utilizzate dai medici estetici sono spesso paragonabili a quelle di un artista. Le procedure come il lifting o il filler, richiedono non solo competenze tecniche avanzate, ma anche un occhio attento alle proporzioni, alla simmetria e all'armonia

Uno degli aspetti chiave che rende i medici estetici simili agli artisti è la loro percezione della bellezza. La bellezza è un concetto soggettivo, influenzato da fattori culturali, sociali e personali. I medici estetici devono avere una comprensione profonda di queste variabili per soddisfare le aspettative dei pazienti e creare risultati che siano non solo esteticamente gradevoli, ma anche culturalmente rilevanti. Inoltre, come gli artisti, i medici estetici devono essere in grado di vedere oltre l'apparenza superficiale e immaginare il potenziale di bellezza che può essere raggiunto. Questo richiede una capacità di visualizzazione e una sensibilità estetica che sono essenziali per ottenere risultati di alta qualità. 

Uno degli aspetti più complessi dell'essere un medico estetico-artista è mantenere un equilibrio tra l'arte e la scienza, tra l'estetica e l'etica. È essenziale che i medici estetici ricordino sempre che il loro lavoro ha un impatto reale sulla vita delle persone, e che devono operare con responsabilità e rispetto per il benessere del paziente. Questo equilibrio richiede una combinazione di competenze tecniche, sensibilità estetica, e un forte senso di etica professionale.

Come l'arte influenza i canoni di bellezza

L'arte ha da sempre avuto un ruolo fondamentale nel plasmare i canoni di bellezza attraverso i secoli. I canoni di bellezza non sono statici, ma cambiano e si evolvono con il tempo, influenzati da fattori culturali, sociali, e artistici. 

Nell'antica Grecia, l'arte era profondamente legata all'ideale di bellezza fisica. Le sculture greche, come quelle di Fidia e Policleto, celebravano il corpo umano in tutta la sua perfezione, simmetria e proporzione. Policleto, in particolare, formulò il "Canone", un insieme di regole matematiche per rappresentare il corpo umano ideale, che influenzò profondamente l'arte e i canoni di bellezza per secoli. Le statue di atleti e dei greci incarnavano l'ideale del corpo armonioso e muscoloso, influenzando la percezione della bellezza maschile. Anche a Roma, l'arte continuò a celebrare la bellezza del corpo umano. Tuttavia, mentre i greci enfatizzavano la perfezione ideale, i romani si concentrarono maggiormente sulla rappresentazione realistica, creando ritratti che evidenziavano le caratteristiche individuali e l'espressività dei soggetti. Questo ha portato a una concezione della bellezza che includeva anche la personalità e il carattere, oltre alla perfezione fisica.

È poi con il Rinascimento che si ebbe una rinascita della bellezza classica e un rinnovato interesse per il corpo umano. Gli artisti rinascimentali come Leonardo da Vinci, Michelangelo e Raffaello riscoprirono e reinterpretarono i canoni di bellezza greco-romani, combinandoli con nuove tecniche artistiche e una maggiore attenzione al realismo e alla prospettiva. Durante il Rinascimento, la bellezza era vista come un riflesso dell'ordine divino e della perfezione naturale, influenzando profondamente i canoni estetici dell’epoca.

Alla ricerca della bellezza assoluta

La bellezza assoluta è un concetto che ha affascinato filosofi, artisti e pensatori per secoli. È un ideale che trascende il tempo e la cultura, cercando di definire una forma di bellezza che sia universale e perfetta. Tuttavia, la bellezza assoluta è un concetto sfuggente e soggettivo, variabile attraverso le epoche e le società. 

Il filosofo greco Platone è stato uno dei primi a formulare un concetto di bellezza assoluta. Nella sua teoria delle Idee o Forme, Platone sostiene che esiste un mondo ideale, distinto dal mondo materiale, in cui risiedono le forme perfette di tutte le cose, inclusa la bellezza. Secondo Platone, la bellezza assoluta è una di queste forme, una realtà immutabile e perfetta che può essere solo contemplata attraverso la ragione e la filosofia. Descrive questa bellezza assoluta nel suo dialogo "Il Simposio", attraverso le parole di Diotima. La bellezza assoluta è eterna, immutabile, e pura, non dipendente dalle caratteristiche fisiche o materiali. Per Platone, la bellezza nel mondo sensibile è solo un riflesso imperfetto di questa idea superiore. La ricerca della bellezza assoluta, quindi, è un percorso filosofico che richiede di andare oltre le apparenze sensibili e comprendere le verità eterne.

La medicina estetica e la bellezza assoluta: un contrasto di prospettive

La medicina estetica si concentra sul miglioramento dell'aspetto fisico. Tuttavia, a differenza della filosofia e dell'arte, che spesso cercano un ideale di bellezza assoluta, la medicina estetica tende a perseguire una bellezza più soggettiva e personalizzata. 

Uno dei principi fondamentali della medicina estetica è la personalizzazione. Ogni paziente ha esigenze, desideri e aspettative uniche. I medici estetici lavorano per creare piani di trattamento personalizzati che rispondano a queste esigenze individuali. Questo approccio personalizzato contrasta con l'idea di una bellezza assoluta e universale, poiché ciò che è considerato bello può variare notevolmente da persona a persona.

Ad esempio, un paziente potrebbe desiderare un naso più piccolo e definito, mentre un altro potrebbe voler mantenere caratteristiche che riflettono la propria eredità culturale. I medici estetici utilizzano la loro competenza per armonizzare l'aspetto del paziente con i suoi desideri personali, piuttosto che conformarsi a un ideale universale di bellezza.

La bellezza è un concetto intrinsecamente soggettivo. Le percezioni di bellezza sono influenzate da fattori culturali, sociali e personali. La medicina estetica riconosce questa soggettività e lavora per soddisfare le aspirazioni estetiche individuali dei pazienti. Questo significa che la definizione di bellezza può variare non solo tra diverse culture e società, ma anche tra individui all'interno della stessa cultura.

Per esempio, le preferenze estetiche in termini di struttura del viso o proporzioni del corpo, possono variare ampiamente tra diverse popolazioni e persino all'interno della stessa comunità. La medicina estetica non cerca di imporre uno standard universale di bellezza, ma piuttosto di rispondere alle richieste e ai desideri individuali, rispettando la diversità delle percezioni estetiche.

La medicina estetica come miglioramento personale

Uno degli obiettivi principali della medicina estetica è migliorare l'autostima e il benessere psicologico dei pazienti. Molti individui ricorrono alla medicina estetica non solo per modificare il proprio aspetto, ma anche per sentirsi meglio con se stessi. Questo obiettivo di miglioramento personale è spesso più importante della ricerca di un ideale estetico assoluto.

Per esempio, una persona che si sente insicura riguardo alle rughe del viso potrebbe decidere di sottoporsi ad un trattamento filler non perché desidera raggiungere una bellezza universale, ma perché vuole sentirsi più giovane e sicura di sé. La medicina estetica si concentra quindi su come i trattamenti possono influenzare positivamente la percezione di sé e il benessere emotivo del paziente.

La medicina estetica spesso si occupa di risolvere problemi estetici specifici che influenzano negativamente la vita dei pazienti. Questi problemi possono includere cicatrici, deformità congenite, segni di invecchiamento e altre condizioni che possono causare disagio o insicurezza. In questi casi, l'obiettivo non è raggiungere una bellezza ideale, ma piuttosto migliorare la qualità della vita del paziente risolvendo questioni estetiche concrete.

Ad esempio, un paziente con una cicatrice evidente sul viso potrebbe cercare un trattamento per ridurla non per raggiungere la perfezione estetica, ma per sentirsi più a proprio agio nella vita quotidiana. 

L'equilibrio tra desideri e realismo

Uno degli aspetti etici più importanti nella medicina estetica è l'equilibrio tra i desideri dei pazienti e ciò che è realisticamente raggiungibile e sicuro. I medici estetici devono lavorare per garantire che i pazienti abbiano aspettative realistiche e comprendano i limiti dei trattamenti estetici. Questo include la comunicazione chiara e onesta riguardo ai risultati possibili e ai rischi associati.

Per esempio, un paziente che desidera un cambiamento drastico potrebbe non essere un candidato ideale per determinati trattamenti se le sue aspettative non sono realistiche. I medici estetici hanno la responsabilità etica di guidare i pazienti verso decisioni informate e sicure, evitando di assecondare richieste irrealistiche o potenzialmente dannose.

La medicina estetica ha anche una responsabilità sociale nel promuovere standard di bellezza che siano inclusivi e non dannosi. Questo include la promozione della diversità e l'accettazione delle differenze individuali, contrastando la pressione sociale per conformarsi a ideali di bellezza irrealistici o dannosi. I professionisti della medicina estetica possono giocare un ruolo importante nel promuovere un'idea di bellezza che valorizzi l'unicità e la diversità.

La medicina estetica non cerca la bellezza assoluta, ma piuttosto mira a migliorare l'aspetto e il benessere individuale dei pazienti attraverso trattamenti personalizzati e realistici. In un mondo in cui le percezioni di bellezza sono influenzate da fattori culturali, sociali e mediatici, la medicina estetica si adatta alle esigenze e ai desideri individuali, promuovendo un'idea di bellezza che sia inclusiva e rispettosa delle diversità. La bellezza, in questo contesto, non è un ideale universale da raggiungere, ma un'esperienza personale e unica da esplorare e valorizzare.

La medicina estetica che celebra l'asimmetria come valore della bellezza

Nella pratica della medicina estetica, l'asimmetria può essere vista non solo come una caratteristica unica, ma anche come un elemento prezioso che contribuisce alla bellezza individuale di ogni persona. Questo approccio rispettoso e inclusivo alla bellezza riconosce e celebra la diversità anatomica e l'unicità di ogni individuo. Esploriamo come la medicina estetica può integrare e rispettare l'asimmetria come valore della bellezza.

Un approccio rispettoso all'asimmetria inizia con una valutazione personalizzata di ciascun paziente. I medici estetici prendono in considerazione non solo le richieste estetiche del paziente, ma anche le caratteristiche uniche del suo volto e del suo corpo. Questa valutazione tiene conto delle asimmetrie naturali, lavorando per armonizzare e migliorare l'aspetto complessivo senza compromettere l'individualità del paziente.

Nella correzione delle asimmetrie, l'obiettivo non è creare una simmetria perfetta, ma piuttosto armonizzare le caratteristiche del viso o del corpo in modo che si integrino organicamente. Questo approccio permette di preservare l'autenticità e l'unicità dell'aspetto del paziente, evitando di uniformare eccessivamente le sue caratteristiche distintive.

La medicina estetica offre una vasta gamma di tecniche e trattamenti che possono essere adattati alle esigenze specifiche di ciascun paziente. Questa flessibilità consente ai medici estetici di sviluppare piani di trattamento personalizzati che tengono conto delle asimmetrie individuali e lavorano per migliorare l'aspetto senza compromettere l'equilibrio naturale del volto o del corpo. Promuovere la bellezza attraverso la celebrazione della diversità è un elemento centrale di un approccio rispettoso e inclusivo alla medicina estetica. Questo significa riconoscere e valorizzare le asimmetrie come parte integrante della bellezza umana, anziché vederle come difetti da correggere. L'obiettivo è creare un ambiente che promuova l'accettazione di sé e celebri la diversità di forme e dimensioni.

Un altro elemento chiave è l'educazione e la consapevolezza. I medici estetici possono giocare un ruolo importante nell'educare i pazienti sull'importanza di accettare e abbracciare le proprie asimmetrie, sottolineando che la bellezza non è uniformità, ma varietà e autenticità. Questo aiuta i pazienti a sviluppare una maggiore fiducia in sé stessi e a riconoscere il valore della loro bellezza unica.

La medicina estetica che rispetta e celebra l'asimmetria come valore della bellezza è un'evoluzione positiva nel campo dell'estetica. Questo approccio inclusivo e rispettoso riconosce e valorizza la diversità anatomica di ogni individuo, lavorando per migliorare l'aspetto senza compromettere l'autenticità e l'unicità della persona. Promuovendo la consapevolezza, l'educazione e la celebrazione della diversità, questa medicina estetica contribuisce a creare un ambiente che promuove l'accettazione di sé e celebra la bellezza in tutte le sue forme.

Essere belli senza rientrare nei canoni

La bellezza, per sua stessa natura, va al di là dei rigidi canoni imposti dalla società o dalla cultura dominante. Essa è una forza che risiede nell'occhio di chi guarda e può essere trovata in molteplici forme, colori e dimensioni. Quando parliamo di bellezza al di fuori dei canoni, ci riferiamo a quella bellezza che sfida le norme convenzionali, che rompe gli schemi e che si manifesta in modi unici e sorprendenti.

La bellezza al di fuori dei canoni è spesso associata all'individualità e all'autenticità. Essa si manifesta quando una persona abbraccia pienamente se stessa, senza cercare di conformarsi agli standard imposti dalla società. Questa bellezza si trova nelle imperfezioni, nelle cicatrici, nei segni del tempo e nelle caratteristiche uniche che rendono ogni individuo unico. È una bellezza che trasmette storia, esperienza e autenticità.

Si tratta di una forma di ribellione contro gli stereotipi e le norme sociali limitanti. Essa sfida le definizioni tradizionali di bellezza, dimostrando che non esiste una sola forma o misura di bellezza. Questo tipo di bellezza celebra la diversità e promuove l'accettazione di sé e degli altri così come sono, senza giudizi o preconcetti.

Una bellezza ci ricorda che ogni individuo ha valore e dignità intrinseca, indipendentemente da come si conforma agli standard estetici dominanti. Promuovere una visione più ampia e inclusiva della bellezza può contribuire a creare un ambiente più accogliente e rispettoso per tutti.

In conclusione

La relazione tra bellezza e asimmetria nella medicina estetica rappresenta un punto cruciale di riflessione e pratica per i professionisti del settore. Mentre tradizionalmente la bellezza è stata associata alla simmetria e alla perfezione, c'è una crescente consapevolezza che l'asimmetria può aggiungere un elemento di unicità e autenticità all'estetica umana.

La medicina estetica che abbraccia e rispetta l'asimmetria come valore della bellezza riconosce l'individualità di ogni paziente e lavora per armonizzare le caratteristiche del viso o del corpo in modo naturale e autentico, piuttosto che uniformarle artificialmente. Questo approccio promuove la celebrazione della diversità anatomica e l'accettazione di sé, contribuendo a creare un ambiente che valorizza la bellezza in tutte le sue forme.

Inoltre, un'attenta valutazione personalizzata, l'uso di tecniche individualizzate e l'educazione del paziente sono fondamentali per garantire che l'asimmetria sia trattata in modo rispettoso e inclusivo. L'obiettivo è creare risultati estetici che rispecchino l'autenticità e l'unicità di ogni individuo, promuovendo una maggiore fiducia in sé stessi e un senso di benessere emotivo.

In definitiva, la medicina estetica che integra l'asimmetria come valore della bellezza rappresenta un progresso importante nel campo dell'estetica, contribuendo a promuovere una visione più inclusiva e rispettosa della bellezza umana. Questo approccio riflette un cambiamento culturale più ampio verso una maggiore accettazione della diversità e dell'autenticità, fornendo un solido fondamento per una pratica estetica etica e centrata sul paziente.

 

 

Sophie: “Oggi ci troviamo a Firenze, cornice di alcune tra le più splendide rappresentazioni dell'arte e del bello in Italia. Quale posto migliore per scoprire qualcosa in più sulla bellezza?”

Dott.ssa Vitali: Ciao! Benvenuta a Firenze, nella Bellezza!

Sophie: “Dottoressa, grazie. Mi sento fortunata ad essere qua nella città della Bellezza a parlare di medicina estetica.

Dott.ssa Vitali: Molto volentieri, ti accompagno, vieni!

Sophie: “Nelle opere rinascimentali possiamo vedere la rappresentazione di infinite espressioni diverse: la gioia, lo stupore, la curiosità, la timidezza, eccetera. L'artista dona ad ogni viso un’autenticità grazie a queste espressioni, anche grazie ai giochi di luci e all'armonia delle forme. Nella medicina estetica come si preserva l'espressività di ogni paziente?

Dott.ssa Vitali: Allora innanzitutto va fatta un'analisi molto attenta dell'espressività dei pazienti sia in statica, cioè quando stanno fermi, che in dinamica, quando si muovono. Il gusto estetico italiano, ed europeo in generale, tende molto a mantenere la naturalezza dell'espressione e mantenere una certa espressione, non vogliamo i volti frozen come come negli Stati Uniti.

Sophie: “Ok, quindi posso essere sorpresa anche dopo un trattamento.” 

Dott.ssa Vitali: Assolutamente, può essere sorpresa, può essere arrabbiata, può essere triste.

Sophie: "Arrabbiata anche!”

Dott.ssa Vitali: Anche arrabbiata! Si riesce a mantenere anche l'arrabbiatura.

Sophie: "Ma posso immaginare che i suoi pazienti apprezzino perché le persone si riconoscono attraverso queste espressioni.” 

Dott.ssa Vitali: A volte vanno anche mantenute delle asimmetrie che può avere il paziente, perché fanno parte dell'espressività di quel paziente, quindi spesso si mantengono delle asimmetrie volutamente. 

Sophie: "Condividiamo con Lei questo amore della bellezza e come Lei è cresciuta qua a Firenze con intorno tutte queste opere d'arte. Come l'arte può influenzare i canoni di bellezza?”

Dott.ssa Vitali: Allora, l'arte credo che si sia ispirata alla bellezza vera, e l'arte però nello stesso momento ci dà i canoni della bellezza perché mi immagino che un pittore o uno scultore debba rispettare delle proporzioni e delle misure ben precise quando crea il suo volto su una tela o scolpisce il marmo. È quello che facciamo anche noi tutti i giorni, cioè ci sono proprio delle misure che noi tendiamo a rispettare e degli standard che cerchiamo di raggiungere.  E devo dire che con un po' di prosopopea noi medici estetici e chirurghi ci sentiamo un po' artisti, perché bene o male modelliamo attraverso i filler il volto di un paziente. Quindi ci piace ovviamente lavorare e vincere facile quando lavoriamo su un bel volto con una bella struttura ossea, ma sicuramente la sfida più eccitante è cercare di rendere più piacevole possibile un volto che nella natura non è. Ora puoi ammirare la bellezza del Palazzo Vecchio. Quello è lo stemma araldico della famiglia Medici, famiglia nel Rinascimento che ha reso splendente Firenze.

Sophie: "È affascinante, veramente spettacolare. Non l'avevo mai visto. Anche nelle diverse opere d'arte che abbiamo visto oggi si vede veramente l’importanza dell'armonia delle proporzioni. Si parla anche di proporzione “divina”. Come si fa per rispettare le proporzioni e fino a che punto deve essere rispettata anche questa parte di asimmetria in un viso che è sempre naturale.”

Dott.ssa Vitali: Allora hai detto una cosa bellissima. L'asimmetria è bellezza. Quindi non va mai ricercata la simmetria perfetta, non ce l'ha data la natura e non vogliamo noi controvertire questo modo di essere. Quando trattiamo un volto ci sono un sacco di proporzioni, un sacco di misure che cerchiamo di rispettare. Una delle più semplici è che un viso bello dovrebbe essere che il terzo superiore, il terzo medio e il terzo inferiore siano uguali all'altro. Chiaramente questo non è sempre così.

Sophie: "Qua c'è la proporzione divina.” 

Dott.ssa Vitali: La proporzione. Quindi cerchiamo di fare quello. Un'altra linea che dobbiamo appunto cercare di rispettare è il fatto, per esempio, nella forma e nella visione di profilo la la punta del naso dovrebbe toccare il bordo del labbra inferiore e la punta del mento, ed a proposito di labbra una cosa fondamentale è che un labbro bello è quello dove il labbro inferiore è leggermente più proiettato nella visione di profilo rispetto a quello superiore, e non è il contrario. Invece si vede spesso il contrario e si vedono queste labbra a papera dove proprio appunto viene fatto il contrario, cioè che il labbro superiore viene proiettato più del labbro inferiore, e lì vengono le labbra orribili e le cosiddette “labbra rifatte”, quando per rifatto è un'accezione brutta del termine. Dobbiamo sempre invece rispettare le proporzioni della bellezza e dell'armonia.

Sophie: "Quindi siete veramente artisti.”

Dott.ssa Vitali: Ci sentiamo un po' artisti, sì!

Sophie: "Ultima domanda dottoressa. Si può essere belli senza rientrare in canoni di bellezza?”

Dott.ssa Vitali: Assolutamente sì, perché la bellezza è soggettiva. Io come donna ho un mio gusto estetico che magari non è per niente equivalente alla bellezza in senso assoluto. Quando faccio il medico, invece, devo cercare di aspirare alla bellezza in senso assoluto, rifacendomi a quegli stereotipi e quei canoni estetici di cui parlavamo prima. A volte questo è possibile e in quel caso ci piace vincere facile. Altre volte invece siamo molto lontani da tutto ciò. Allora il nostro compito è quello di rendere un volto non tanto più bello ma più curato, meno triste, più allegro, più gioioso, più curato nella propria età. Lo scopo è quello di rendere un volto ben curato e ben proporzionato anche nelle sue asimmetrie, perché la bellezza è assolutamente soggettiva.

 

 

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