Dipendenza dalla medicina estetica: come scongiurarla

Le richieste di medicina estetica crescono

Il Dr. Fabrizio Melfa esplora il crescente fenomeno della dipendenza dalla medicina estetica e fornisce preziosi consigli su come prevenire e gestire questo rischio.

La costante ricerca di perfezione che pervade le nostre vite non lascia immune niente, neanche, anzi a maggior ragione, l’aspetto fisico. C’è una ragione se l’industria della medicina estetica e quella della chirurgia plastica non conoscono crisi: e risiede nella nostra smania di perfezione. 
La medicina estetica è un alleato importante per sentirsi bene con se stessi e nel proprio corpo, ma non può essere la cura per un disagio che non ha nulla a che fare con l’aspetto esteriore, ma riguarda piuttosto la sfera emotiva o sociale. Cercare la soluzione a questo disagio nelle mani di un chirurgo o di un medico estetico non sempre è la cosa giusta da fare. In tutto ciò i modelli a cui siamo costantemente sottoposti rispecchiano canoni sempre più difficili da raggiungere. 

Tra boom di richieste per avere il naso o la bocca come questo o quell’altro attore o questo o quel personaggio pubblico - nell’anno del Royal Wedding tutte volevano il naso come Kate Middleton - e storie di persone che arrivano a spendere cifre folli in interventi o in medicina estetica, è facile capire come il rischio di sviluppare una dipendenza da “ritocco” sia concreta. Anche trasformare, o modificare leggermente, il proprio aspetto fisico può diventare una forma di addiction in una società dove l’immagine riveste un ruolo sempre più importante e dove i social costituiscono un filtro sempre più spesso tra individui e realtà.

«Oggi il rischio di sviluppare una dipendenza da medicina estetica c’è, ed è concreto» argomenta il Dr. Fabrizio Melfa, medico estetico di Palermo. «Soprattutto perché i social sono uno strumento emulativo molto forte: spesso siamo portati a pensare che per sentirci belli e in forma sia necessario assomigliare a qualcuno che ha già avuto successo. Per questo è molto importante, nel momento in cui ci si approccia alla medicina estetica per la prima volta, rivolgersi a qualcuno dalla comprovata esperienza e credibilità, che sia in grado di guidare il paziente a discernere tra ciò che è giusto e ciò che non lo è. La prima cosa da verificare da parte di un medico, di fronte a una richiesta del paziente, è  infatti se questa sia o meno compatibile con il tipo di volto o di corpo e, non da ultimo, con la fisiologia dell’invecchiamento. Molto spesso riceviamo richieste che non sono basate su un’evidenza o su un’esigenza clinica, ma piuttosto su aspirazioni, ma un nasino dritto su un viso che è lungo può essere controproducente: il paziente in questo caso ha un tipo di conformazione che non si addice al ritocco che chiede. Il ruolo del medico estetico è quello di effettuare delle valutazioni per dare armonia e ordine a un volto o a un corpo, non si può limitare ad eseguire le richieste dei pazienti, che sono sempre più basate su vezzi e meno su esigenze mediche».

 

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