Il filler labbra e la Generazione Z

27 Gen 2023

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Cautela, empatia e una particolare capacità di ascolto: sono questi gli ingredienti del medico estetico “specializzato” nelle labbra dei giovanissimi. Che spesso è capace di instaurare un rapporto di fiducia. 

Potremmo chiamarle Zeta Lip, le labbra della Generazione Z, cioè i giovanissimi nati tra il 1997 e il 2012, successivi ai Millennial. Si tratta di una fascia d’età che, stando ai sondaggi, ricorre sempre più alla medicina estetica, soprattutto per rimodellare le labbra.

Dietro c’è la voglia di vedersi più belli, emulando magari influencer e star dei social. Ma spesso c’è anche una richiesta più profonda che riguarda un aiuto ad accettarsi. Ed è per questo che il ruolo del medico diventa essenziale nell’interpretare una domanda che da estetica si fa psicologica. Deve cioè distinguere le richieste “fattibili” da quelle irrealizzabili, perché non adatte al viso del paziente, suggerendo risultati più realistici. Un’attenzione sempre valida quando si tratta di intervenire sul volto, ma ancor più in caso di ragazzi poco più che maggiorenni. Ne parliamo con la Dr.ssa Chiara Ruschioni, specialista in Implantologia orale e Biomeccanica e medico estetico, che ha fatto delle Zeta Lip un suo marchio di fabbrica.

Chi sono i pazienti della Gen Z?

Sono ragazzi dai 18 ai 24 anni che si affacciano per la prima volta alla medicina estetica. Sono curiosi e, in alcuni casi, disorientati, in cerca di una soluzione ai loro piccoli grandi disagi di carattere estetico. A scanso di equivoci, ricordo sempre, per potersi sottoporre al filler, devono essere obbligatoriamente maggiorenni.

Cosa chiedono al medico estetico i ragazzi dai 18 ai 24 anni?

Desiderano un viso “effetto filtro Instagram”. Con una pelle stupenda e una bocca voluminosa. Ma quello che noto di più è che cercano di assomigliare a una tipologia di viso coreana o nordafricana, caratterizzata cioè dalle labbra a cuore, carnose, rivolte verso l’alto, un po’ imbronciate. Insomma, ai giovanissimi piace l’iconografia che si ispira ai manga. Noi caucasici, invece, abbiamo per lo più il labbro superiore più sottile di quello inferiore. E qui inizia il lato delicato della professione.

Si può fare il filler labbra che desidera la Gen Z?

Sì e no, non sempre, non si possono accontentare tutte le richieste. Bisogna vedere se quella boccuccia così “verticalizzata”, tanto agognata dai ventenni, sta bene sul viso di quel determinato paziente. Le proporzioni dei lineamenti vanno sempre considerate nel loro complesso. E così si scopre che, per sembrare più belli, in alcuni casi bisogna intervenire sul mento! Solo dopo si può iniettare, nelle labbra, un filler in piccolissime quantità. Per questo bisogna lasciar parlare il paziente, e poi orientarlo di conseguenza. Anche l’ascolto dei suoi desideri è un’anamnesi.

Come ti relazioni ai giovani pazienti?

Cerco di mettermi nei loro panni, incoraggiandoli a esprimere anche le domande più assurde. E il lato gratificante della mia professione è che si aprono senza vergogna, come se fossi una di loro, anche se fortunatamente riconoscono l’autorevolezza del medico (e non parlo solo di camice bianco). E così si lasciano guidare.

Cosa consigli di solito al primo filler labbra?

Vado molto cauta, e lo dichiaro apertamente. Al primo filler labbra eseguo sempre un’iniezione di acido ialuronico molto fluido e morbido, che di solito si usa per la biorivitalizzazione su tutto il viso. Volumizza, certo, ma in modo soft, e in più ha una durata più limitata rispetto ai filler più “strutturati”, solitamente utilizzati per le labbra. Questo è un metodo che trovo molto utile per permettere ai giovanissimi di prendere confidenza con il filler labbra. Dopo l’iniezione, anche la ragazza più motivata potrebbe non piacersi, e desiderare di tornare in breve tempo al punto di partenza. Con un biorivitalizzante siamo sicuri che la durata si accorcia.

E dal secondo filler in poi?

Consiglio sempre cautela, sì a un filler volumizzante ma sempre iniettato in modo molto superficiale nel rispetto dei tessuti giovani, che per motivi fisiologici rispondono diversamente rispetto a quelli di una persona di 40 o 50 anni. E poi è bene non esagerare con le iniezioni né con la frequenza, ma lasciarsi sempre consigliare dal medico.

Ci vuole una maggiore cautela con i giovanissimi?

Sì, non dimentichiamo che i ragazzi dai 18 ai 24 anni sono persone in formazione, nel senso letterale del termine: la loro psiche si sta formando, e quindi non hanno ancora imparato ad accettare i loro piccoli difetti. Per questo bisogna evitare di assecondarli a tutti i costi in nome di una psicologia spicciola dei like sui social. 

Con il giusto dialogo si cerca di instillare fiducia nella loro immagine senza dipendere troppo dagli altri. È chiaro che in questo processo di auto accettazione, il ruolo del medico estetico è solo una piccola parte di un discorso più ampio, ma intanto è importante non ignorare i loro bisogni emotivi.

Hanno paura di non piacersi dopo il filler?

Sì, molti ragazzi sono terrorizzati, per questo bisogna andarci cauti, e adottare tecniche specifiche per una cute giovane. Senza esagerare con il prodotto né con le iniezioni. E poi cerco di rassicurarli. Ma se mi accorgo che l’ansia è troppa, dissuado tutti dal sottoporsi al filler, e propongo di rimandare a quando ci sarà una maggiore convinzione.

Sono consapevoli degli eventuali rischi di un filler?

No, ma il nostro compito è di informarli con parole semplici, anche perché devono firmare il famoso consenso informato.

Arrivano preparati al primo appuntamento col filler?

Se per preparazione intendiamo portare foto di risultati desiderati, sì. Se invece ci riferiamo alla tipologia di acido ialuronico, no, quella è più materia degli over 30-40. Ed ecco che subentra nuovamente la professionalità del medico che deve spiegare tutto per bene. Del resto, la consapevolezza aiuta a placare l’ansia.

Il filler labbra è sempre più richiesto dai ragazzi, giusto?

Sì, certo, sono una minoranza ma ci sono.

E nelle questioni di genere come si orienta?

Per me sono tutti pazienti senza distinzione di femmina o maschio, la mia professione mi impedisce di indagare sulla fluidità di genere o altro, com’è corretto che sia. Desidero solo il meglio per loro sia dal punto di vista estetico che di salute!

 

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