Giovanissimi e chirurgia estetica, il ruolo dei genitori

Il mondo della medicina e chirurgia estetica, che un tempo sembrava lontanissimo e accessibile sono ad un limitato numero di persone, attualmente è molto più semplice da approcciare. Tanto che, negli ultimi anni, l’età del primo intervento si sta abbassando sempre di più. Di sicuro un ruolo molto significativo in tal senso lo hanno avuto i social dove postiamo spesso la nostra immagine, così come però i cambiamenti che ci sono stati nel campo della medicina e chirurgia estetica per quanto riguarda i protocolli e le tecniche.

Negli ultimi anni si sono messi a punto dei trattamenti che impiegano tecniche non invasive o mini invasive: ultrasuoni microfocalizzati, filler a base di acido ialuronico e glicerolo per ottenere un effetto ringiovanimento naturale, filler a base di idrossiapatite di calcio per realizzare un rimodellamento delle linee e dei volumi del volto.

I filler di ultime generazione, in particolare quelli a base di acido ialuronico e glicerolo, sono rivolti anche alle ragazze giovani perché hanno un effetto skin saver, ossia agiscono migliorando l’idratazione profonda della cute e attenuando le prime rughe di espressione, per cui possono essere considerati trattamenti utili nell’ambito della prevenzione dell’invecchiamento del tessuto cutaneo.
I giovani si avvicinano più facilmente anche alla chirurgia estetica per piccoli interventi correttivi, quali possono essere ad esempio un’asimmetria dei seni o delle labbra, oppure un difetto particolarmente evidente del naso, e così via.

Alla Dr.ssa Fiorella Donati, medico specialista in chirurgia estetica e ricostruttiva, nel corso dei molti anni di esperienza professionale, è capitato più volte di trattare pazienti anche molto giovani. A volte anche i bambini necessitano di interventi, per correggere ad esempio delle malformazioni o delle cicatrici, e poi capita che arrivino ragazzi giovani accompagnati dai genitori perché non riescono a sentirsi in armonia con il proprio corpo, proprio a causa di un difetto estetico.

Valentina Vignali, che è una modella ma anche una sportiva (e che rientra pienamente nella categoria delle ragazze giovani!), chiede alla Dr.ssa Donati quali siano le richieste delle persone più giovani e come esse vengono in linea di massima trattate dal medico.
“Hai parlato anche di pazienti molto giovani. Ti è mai capitato di operare ragazze molto giovani, con un’età nella quale ancora il corpo può cambiare ma convinte, quasi irremovibili, nel fare un intervento?”
La Dr.ssa Donati parla anche del ruolo dei genitori.

“Ci sono dei genitori che possono negativamente indirizzare i figli, però io ho un patto con i genitori. Spesso sono miei pazienti, e quando mi parlano del problema magari della figlia mi chiedono cosa io ne pensi. Io dico semplicemente di portarmela in studio, in modo tale da poterla vedere e poterci parlare. I giovani sono molto ragionevoli ma bisogna parlare, bisogna raccontare cosa può significare un intervento”.

Per i giovani è importante la presenza del genitore, perché hanno bisogno di essere capiti quando hanno un problema e chiedono aiuto.
“Dico ai genitori di accompagnare i figli. Io li visito, ma tu genitore hai il compito di far capire a tua figlia o tuo figlio che ci sei, perché se io ti sto chiedendo aiuto, mamma, giusto o non giusto, vero o non vero, non mi puoi liquidare dicendo – ok smettila, non ti preoccupare passerà – No, bisogna dare loro ascolto, per cui me li portano e ne parliamo. Se c’è un problema dirò alla mamma: sì guardi, c’è un problema”.

Anche una ragazza adolescente può avere dei difetti estetici importanti, come ad esempio un seno tubulare o un’asimmetria significativa tra i due seni. Alcune coetanee a quell’età possono anche un po’ cattive a volte, e quindi a causa di un difetto estetico una ragazza potrebbe trovarsi a rinunciare ad andare al mare o in palestra. Per questo, anche se giovanissima, la sua richiesta di aiuto va affrontata con amore, affetto e rispetto.

La soddisfazione e il risultato migliore ce lo racconta la Dr.ssa Donati, con la sua esperienza professionale:

“Quando arrivano gli adolescenti da me con i genitori otteniamo due bellissimi risultati: il primo, che le figlie o i figli adorano la mamma o il papà perché li hanno ascoltati e li hanno aiutati, promettendo di fare qualcosa. A quel punto l’adolescente pensa – mi lascio andare a te mamma, che non sei un mio nemico. Se poi effettivamente c’è un problema lo risolveremo, e se non c’è si risolverà da solo, però nel frattempo l’adolescente riesce ad affrontarlo con serenità pensando che ci sono persone che lo amano pronte ad aiutarlo in caso di bisogno”.

Non ci si rivolge alla medicina o alla chirurgia estetica solo per un “ritocchino”: quello è semplicemente “rifarsi”. Questa branca della medicina si occupa sì di bellezza, ma di bellezza a tutto tondo, ossia dell’armonia della persona nel suo complesso.